
Ardua impresa quella di commentare l'ultimo capitolo di una delle sage più amate del cinema moderno..ardua quasi quanto cercare di recuperare un misterioso teschio dalle proprietà paranormali, riportarlo al suo luogo di origine mentre si è pedinati dalla CIA, inseguiti dal KGB e si fa conoscenza con il proprio figlio..beh, Indy ce l'ha fatta, e ci provo anche io.
Trama e sceneggiatura godibili e scorrevoli che ci presentano il buon vecchio Indiana Jones tutto sommato ancora in forma, che viene catturato dai sovietici (siamo nel 1957) per recuparare una preziosa cassa dal contenuto inquietante all'interno dello stesso Hangar 51 dove, 27 anni fa, fu rinchiusa la ben più celebre Arca dell'alleanza.
Una volta adempiuto il suo compito, Indiana ovviamente riesce a scappare, sopravvive ad un esperimento nucleare, e viene trovato dalla CIA (l'agente Smith è interpretato da Neil Flynn..il celebre inserviente senza nome di SCRUBS!) e, a causa dei federali, viene licenziato dall'università.
A questo punto incontra il giovane Mutt (Shia LaBeouf, attore dalle notevoli capacità che ha interpretato il protagonista de "I transformers" e che abbiamo visto anche in Charlie's Angels: più che mai, Io Robot e Constanine) che lo coinvolge in una storia di teschi, civiltà perdute, nemici pericolosi e misteri intricati.
Insomma, il piatto preferito di Indy, il quale non esita a lasciarsi coinvolgere nell'impresa.
Insieme dovranno seguire le tracce in un vecchio amico di Indiana, il professor Oxley (intramontabile John Hurt, Un uomo per tutte le stagioni, 1984, Balle spaziali, Harry potter e la pietra filosofale, V per vendetta) che aveva scoperto il mistero del teschio di cristallo.
Sulla via verranno ostacolati dal KGB con a capo la "preferita di Lenin" l'inquietante professoressa Irina Spalko (straordinaria interpetazione dell'Oscar Cate Blanchett, Il talento di Mr. Ripley, la Trilogia del Signore deli Anelli, Babel, Diario di uno scandalo, Elizabeth: The Golden Age) e incontreranno l'ex di Indiana che rivelerà al protagonista che Mutt è suo figlio.
Ora, noi sappiamo che il genere "Indiana Jones" è un genere Avventura con molti tratti fumettistici, quasi paradossali ma anche divertenti..per questo lo spettatore sa che alcune licenze assurde sono da concedersi alla sceneggiatura: alcune simpatiche marmotte all'inizio del film, improbabili comattimenti in equilibrio su jeep dell'esercito, formiche tanto disgustose (bleah!) quanto assassine, frigoriferi antiatomici, motociclette che scivolano sul parquet di una biblioteca senza lasciare graffi come se avessero le pattine, cascate a ripetizione senza che i protagonisti si facciano un graffio che è uno..e così via dicendo..
Fin qui niente di esageratamente intollerabile, anzi, ma quando fa la sua comparsa il temuto alieno allora le tasche dello spettatore, già svuotate dal prezzo del biglietto, si riempiono di borbottii e le ciglia si inarcano come neanche il buon Ancelotti saprebbe fare..
Eh no, cari Spielberg, Lucas e Koepp, l'alieno con la testa lunga potevate proprio risparmiarcelo..avete aspettato 20 anni per tornare con Indy sullo schermo e poi ci rifilate l'Alieno di serie Z alla fine del film?? e come se non bastasse ecco che spunta il tristissimo e banale disco volante come non se ne vedevano da 2001: Odissea nello spazio..disco che se ne va malinconicamente senza lasciare un birciolo di spiegazioni (in compenso lascia le briciole della piramide Maya sotto cui stava) e che alla più che lecita domanda del giovane Mutt: "Ma dove se ne sarano andati? Nello spazio?" fa rispondere al prof. Oxley "Non nello spazio, nello spazio fra gli spazi.."
..
Ah beh, se lo dice lui..
Se l'ultima parte del film dovrebbe essere quella che lascia il "sapore in bocca" allo spettatore, allora il sapore è piuttosto insipido a causa dell'eccessiva mescolanza di più generi cinematografici e soprattutto dell'insensatezza delle scene finali.
Per fortuna il resto del film è coinvolgente e a tratti divertente e grazie alla grande qualità del cast esso si merita la sufficienza abbondante.
Nello stesso film infatti, non vediamo solo il passato e futuro di Indiana Jones (le voci, accreditate da Spielgerg e lo stesso Ford, su un possibile quinto capitolo con LaBeuf come protagonista sono più che voci di corridoio) ma anche il passato e futuro della produzione Hollywoodiana che ci garantiscono un presente di notevole qualità.
Il giovane Shia Labeuf infatti è più che una promessa, ha già dimostrato di avere le carte giuste per sfondare (la sua scena d'ingresso del film dice già tutto..alzi la mano chi non ha intravisto Marlon Brando o James Dean nel giovane Mutt!)
VOTO 6/7
E' TORNATO, PER RESTARE

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